
Come ci sei finito qui? In un teatro.
Eh. Non so bene.
Forse c’entra il fatto che un teatro non può mai essere al buio. Cosa che pochi sanno.
Un teatro non può mai essere al buio?
No. La vedi quella luce alle tue spalle? Sí? È sempre accesa. Indipendentemente da tutto. Sai come si chiama?
No.
Si chiama luce fantasma.
E cos’è, ce n’è una in ogni teatro?
Sí. Una in ogni teatro. Ed è sempre accesa.
Giorno e notte? Giorno e notte. Sí. Non c’è scampo. No. Anni di vagabondaggi catturati nel ricordo di un istante. E come forse avrai notato un teatro vuoto è vuoto di tutto. È una metafora del mondo abbandonato che fu.
Cormac Mccarthy, Il passeggero, Einaudi, Traduzione Maurizia Balmelli