Le figurine di Radiospazio. Il candidato prima del comizio

ATTORE  (nervoso, schiarendosi la voce)  … Allora, vediamo, non perdiamo la calma… Se paragonassi l’anarchia a un ser­pente? E il potere a un vampiro? Sì, ma non basta, ci vuole qualche frase ad ef­fetto. Parole che trascinano: “Chiudere l’età delle rivoluzioni. Camarille! Diritti imprescindibili. Virtualmente.” Eccetera.  Adesso però calmiamoci. Un po’ d’ordine. Gli elettori saranno qui tra poco. La sede è tirata a lucido… i posti d’onore attribuiti… Il Presidente qui, ai lati i due segretari. Io in mezzo. Qui  il bicchiere con l’ac­qua… ho già una sete terribile, ancor prima di incomin­ciare… (beve) … Calma, ho detto. Il Presidente mi è amico…ci pensa lui ad aprire la seduta: “C’è qualcuno che vuol fare domande al nostro candidato?” Uno degli elet­tori alza il braccio…Vuol fare una domanda-traboc­chetto, glielo leggo in faccia. Io mantengo un’aria tranquilla e af­fondo la mano nel gilet. Maledizione, la paura mi afferra qui all’epigastro… (beve)  Andiamo, niente debolezze. Un uomo ne vale un altro, e io ne valgo molti. E poi, se sono candidato ci sarà  pure una ragione, no?

1 commento su “Le figurine di Radiospazio. Il candidato prima del comizio”

Lascia un commento