Le figurine di Radiospazio. Il messaggero

Le mogli vengono picchiate dai mariti; la polizia uccide neri e latino-americani; i vecchi frugano nei bidoni della spazzatura o mangiano cibo per cani: la vergogna impera, regna. Ci sono teenager neri che non avranno mai un lavoro sino alla fine dei loro giorni, non perché siano pigri ma perché non c’è lavoro; e anche perché i ragazzi dei ghetti non hanno capacità particolari da vendere. Bambini e bambine scappano, approdano ai marciapiedi di New York o di Hollywood; si prostituiscono e finiscono squartati. Se in voi nasce l’impulso di massacrare i messaggeri spartani che corrono a riferire l’esito della battaglia, la verità delle Termopili, massacrateli pure. Io sono uno di quei messaggeri e vi comunico ciò che, molto probabilmente, non volete sentire.

Philip K.Dick, La trasmigrazione di Timothy Archer,
Feltrinelli, Traduzione Vittorio Curtoni

1 commento su “Le figurine di Radiospazio. Il messaggero”

  1. L’ha ripubblicato su Redvince's Webloge ha commentato:
    Fotografia della realtà, scomoda per le coscienze addormentate e per quelle bestie che ci lucrano. Affermare la verità è schierarsi dalla parte del “bene”.

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