Le figurine di Radiospazio. Il tiranno interiore

I tiranni più crudeli, i nostri nemici peggiori sono dentro di noi, e se pochi uomini sono liberi di fuori, uomo non c’è che dentro di sé si possa dire veramente libero. Sebbene uomo dicente e uomo scrivente per elezione e professione, Nivasio Dolcemare è forse colui nel quale la sproporzione tra cose dette e cose non dette è maggiore. Riuscirà egli un giorno ad abbattere questo vigilantissimo, questo insonne tiranno interno che finora gli ha vietato e tuttavia gli vieta di dire tutto quello che egli ha da dire? Nescimus. Questo uomo intanto va guardato come si guarda la porta chiusa sul tesoro di una cattedrale, come si guarda lo sportello blindato serrato sul sotterraneo della banca più ricca di accumulato oro. E qual meraviglia se un giorno Nivasio Dolcemare dovesse abbattere il suo tiranno interno, a veder sciamare dalla bocca di lui tutto quello che egli ha pensato, ha formulato in parole ma detto non ha! Egli stesso considera il mondo, gli uomini, le cose per quello soprattutto che mondo, uomini e cose non hanno detto, non hanno fatto, non hanno manifestato ma tuttavia si tengono in corpo e forse morranno portandosi quei tesori nella tomba; ed è per questo che mondo, uomini, cose appaiono a lui in maniera così diversa e tanto più ricca; è per questo che tanto più curioso egli è e tanto più sollazzato dagli spettacoli che egli solo vede; è per questo che egli conosce e capisce gli altri nel loro esterno e nel loro intimo, mentre gli altri né conoscono lui né lo capiscono.

1 commento su “Le figurine di Radiospazio. Il tiranno interiore”

Lascia un commento