Le figurine di Radiospazio. Il silenzio degli dei

Gli Dei muoiono anche solo a stare tra noi, ha detto René Char. E invero da gran tempo non stanno più tra noi. Quando udirono il grido della voce meridiana «Il grande Pan è morto!», fuggirono via e si allontanarono per sempre. Forse si rifugiarono proprio là ove suppose che stessero Epicuro: negli intramundia, negli intervalli di vuoto e di silenzio dell’essere, dove trapassano ignari di vicende e di afflizioni, sereni e incorruttibili: figure eterne del non essere.
Cominciò allora «la notte del mondo», diceva Hölderlin. Tutti i nostri gesti, che un tempo erano sacri, perché appunto li abitavano silenziosamente gli Dei fornendone il modello, divennero profani. Cominciò quella «prosaica» vicenda «umana, troppo umana» che assegniamo solitamente alla «storia», di contro al mito senza tempo del passato.

Carlo Sini, Il gioco del silenzio, Mimesis

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