
Qui succede tutto quello che si può immaginare. E anche quello che non si può immaginare.
Un ragazzino in triciclo a pedali supera una madre col suo figliolo. «Perché tu non sai andare in triciclo?» dice la madre al figlio. «Quel ragazzo ha meno anni di te! Perché non riesci neanche a entrare ad Harvard?»
Sotto un lampione un uomo e una donna stanno parlando. L’uomo dice di essere sicuro che la donna gli sparerà ma di non poterci fare nulla, se non chiedersi quale calibro ha scelto.
Donne che vivono sole col timore degli intrusi chiamano il commissariato per avere consigli. «Tenga i pomelli della porta ben lucidi» raccomanda un agente. «Così, se qualcuno entra in casa sua, troveremo delle impronte nitide».
Una bella donna, un volto noto, esce accompagnata da un night club. Una ragazza del sud, in visita turistica, dice, «Scusi signora, ma lei non è un’amica di mia madre, giù a Sumner?» «Io sono Elizabeth Taylor» dice la donna «e va a farti fottere.»
Un uomo stramazza sul marciapiede in preda a quello che sembra un attacco epilettico. Una signora ben vestita si getta con tutto il suo peso contro un segnale di divieto di sosta. Quando riesce a piegarlo fino a terra, ne spinge a forza l’angolo con la scritta “Rimozione forzata” nella bocca contratta dell’uomo. «Così» dice «non si morderà la lingua.»
Questo è il genere di cose che succedono da queste parti. Sono cose che, dopo un po’, sommandosi, raggiungono un peso che logora le persone. Io mi sto logorando.
Amy Empel, Alle porte del regno animale, Serra e Riva,
Traduzione Ennio Valentino