
SALOMÈ (a Giovanni Battista) È della tua bocca che mi sono innamorata, Giovanni. La tua bocca è come una striscia scarlatta su una torre d avorio. È come una melagrana tagliata da un coltello d’avorio. I fiori di melograno che fioriscono nei giardini di Tiro e sono più rossi delle rose, non sono così rossi. Le grida rosse delle trombe che annunciano l’arrivo dei re e spaventano il nemico, non sono così rosse. La tua bocca è più rossa dei piedi di chi pesta l’uva nei tini. È più rossa dei piedi delle colombe che vivono nei templi nutrite dai sacerdoti. È più rossa dei piedi di colui che toma da una foresta dove ha ucciso un leone e ha visto tigri dorate. La tua bocca è come un ramo di corallo che i pescatori hanno trovato al crepuscolo del mare e che riservano ai re!… È come il cinabro che i Moabiti trovano nelle miniere di Moab e che i re si tengono per sé. È come l’arco del re dei Persiani che è dipinto col vermiglione e ha comi di corallo. Non c’è nulla al mondo rosso come la tua bocca… lasciami baciare la tua bocca.
GIOVANNI Mai! Figlia di Babilonia! Figlia di Sodoma!
SALOMÈ Bacerò la tua bocca, Giovanni. Bacerò la tua bocca.
Oscar Wilde,. Salomè, Feltrinelli, Traduzione Gaia Servadio e Raul Montanari