Le figurine di Radiospazio. Lettori difficili

– Le confesso, amica mia, che durante l’infanzia ho giocato pochissimo. I giochi di allora mi annoiavano come i piaceri d’oggi. Intendo dire i piaceri come qualità , i divertimenti che si pretendono tali.
– Allora, il teatro?
– Mai e poi mai. Mi fa dormire.
– E il cinema?
– Mi esaspera. È falso tramite il vero…
– Va bene. I viaggi?
– Mi stancano. L’obbligo di vedere!… Oh, i musei!
– La lettura?
– I romanzi li trovo insopportabili… Crede che un uomo che fa da vent’anni il mio mestiere possa leggere un romanzo?
Non faccio altro che attraversare esistenze, storie…
– E… la poesia?
– Me ne guardo bene.
– Capisco. Non insisto. Lei è di una gentilezza squisita.
– E aggiungo: la poesia la trovo dove non la si trova, e non la trovo dove la si trova.

Paul Valéry, L’idea fissa

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