
È la storia, in animazione sperimentale in 3D, di Amy Lowell, poetessa americana dell’Ottocento ed esponente prima e guida poi del movimento imagista fondato da Ezra Pound. Artista donna in un mondo di uomini, la Lowell arrivò a vincere un premio Pulitzer, anche se solo oggi si sta cominciando a riscoprirla dopo un lungo periodo di oblio. Non scese mai a compromessi ma pagò per questo un prezzo assai alto, visto che il titolo del film riprende proprio il soprannome della donna: non bella, in sovrappeso, così la chiamavano nella cerchia di scrittori che frequentava, tutti abbastanza indifferenti o maschilisti.