Narrativa. Raffaele Donnarumma, La vita nascosta (frammento). Le parole e le cose

Niente mi fa paura come il sesso. Se conosco qualcuno che mi piace, l’istinto a sedurlo si ferma proprio quando sembra che possa succedere qualcosa. Allora, lascio all’altro l’iniziativa, perché mettersi nella condizione della vittima conferma la paura, ma almeno non mi rende più responsabile; oppure, lascio perdere, mi dico che mi sono sbagliato, non succederà niente, e scappo.
L’unico modo per scappare davvero, però, è buttarsi in quello che chiamano sesso occasionale e che di occasionale non ha nulla, visto che è progettato con i calcoli ostinati della volontà. Le occasioni si trovano: il sesso occasionale va cercato, premeditato, costruito. Proprio per questo permette di tenere a bada la paura: prevedere il sesso, prevenirlo, serve a non farsi sorprendere dal nemico e tenerlo sempre nel mirino, pronti a sparare. Non importa se la cosa ti sfugge di mano: quello che importa è che comunque il sesso cada almeno sotto l’illusione del tuo controllo, e che uno si possa dire: sono stato io a volerlo.

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