Arianna Dell’Arti, Il Male (frammento)

Stamattina mi sono svegliata con un inspiegabile buonumore. Poi, per fortuna, è andato tutto a puttane. Ed è tornato subito il cattivo umore E non parlo di tristezza, io non ci so stare nella tristezza, o meglio, il mio inconscio non ci sa stare, e come arriva l’infelicità lui subito la trasforma in aggressività, perché al mio inconscio non va di piangere, anche perché poi uno si lagna, e la lagna è “che palle”, e le persone non ti parlano più, a ragione, dico io, invece con l’aggressività le insulti, le persone, così almeno poi loro ti menano. Io divento aggressiva, molto, proprio cattiva. Dentro di me ci stanno proprio sentimenti tremendi, io provo odio con molta facilità, io veramente faccio pensieri orrendi, di morte, non la mia. Forse la vostra. (Prende di mira uno spettatore tra il pubblico) Forse proprio la tua. Puoi toccarti se vuoi. Anche se poi credo di non essere la prima persona ad averti augurato la morte. Puoi continuare a toccarti se vuoi. Anzi, secondo me dovresti toccarti da adesso fino alla fine del pezzo. Però scommetto, voglio dire, ti sarà capitato di tagliare la strada a qualcuno con la macchina e magari questo qualcuno poi ha detto: magari muori. Credo che la nostra morte, di tutti intendo, ci sia stata augurata veramente moltissime volte, molte più volte di quante ci sia stata augurata la vita, che poi ci viene augurata solo al compleanno o ai matrimoni, cento di questi giorni, cioè vuoi che io viva comunque 145 anni, che è molto peggio che augurarmi la morte. Ma comunque, a questo signore che ti ha augurato la morte, voglio dire, questo desiderio prima o poi verrà esaudito, non si può certo dire che sarai eterno. Oppure sei eterno? Non lo sai, lo saprai solo dopo la morte. Vogliamo ucciderti per scoprirlo? Poi però se adesso muori è un casino, sangue, pianti, ambulanze. Non ci serve la tua morte, ci serve solo il desiderio, questo augurio: magari muori. Anche se, forse, molto meglio, e più efficace sarebbe sicuramente non dire “magari muori”, che tanto lo sappiamo tutti che accadrà. Molto meglio dire: magari muori MALE. Ecco, questo è molto più crudele, perché poi è di questo che stiamo parlando, di dare sfogo alla propria crudeltà. Non giriamoci intorno.

Arianna Dell’Arti, Wanderwoman, Golem

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