
Una milanese pallida, carina, con i capelli corti, neri, ricci e cocciuti pettinati all’indietro, mi bacia. La seguo. Camera piccolissima, letto grande, coperta rossiccia gibbosa, bitorzoluta, tutta sporca di piedi eroici.
—Come ti chiami?
—Maria.
—Di che parte d’Italia?
—Sono Milanese.
—Anch’io.
—Vieni sarai contento.
E mi abbraccia col tin tin glin glin di troppi braccialetti. Quando ritorno in sala un mio amico dice a Maria che sono Marinetti. Maria pianta il nuovo cliente viene da me, mi dà un bacio e dice:
—Se avessi saputo che tu eri il celebre futurista ti avrei dato dei baci più raffinati.
—Perché?
—Perché ho letto tutti i tuoi libri. Ero abbonata anche a Lacerba.
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