
Partridge entrò vacillante nella stanza, con una faccia pallida come un morto e con gli occhi fissi. Pareva insomma che avesse visto uno spettro o che fosse addirittura lui stesso uno spettro. Tom fu impressionato da quell’aspetto ed egli pure impallidí domandandogli che cos’era successo. “Spero, signore,” disse Partridge, “che non si metterà in collera con me. Io non ho ascoltato ma son dovuto restare nell’altra stanza. Cosí fossi stato lontano cento miglia, piuttosto d’aver udito quel che ho udito!” “Insomma, che cosa c’è?” “Oh Dio mio! La donna che è uscita era quella che era con lei a Upton?” “Sí, Partridge.” “E lei, lei è stato realmente a letto con quella?” domandò tutto tremante. “Temo che quello che c’è stato fra me e lei non sia un segreto.” “Ma faccia il favore, per amor del Cielo, mi risponda!” “Ma sí, voi lo sapete.” “Ah! Allora… il Signore abbia misericordia dell’anima sua! Allora, mi perdoni, ma com’è vero ch’io sono vivo, lei è stato a letto con sua madre!” A queste parole Tom divenne per un momento un’ancor peggiore pittura dell’orrore che Partridge stesso. Tutti e due restarono muti guardandosi con occhi stravolti. Finalmente Tom balbettò: “Come! Cos’è che mi dite?” “Non ho abbastanza fiato per dirglielo. Quella donna è sua madre. Che disgrazia è stata per lei, signore, ch’io non l’abbia vista a Upton, per impedirglielo! Certo è il diavolo stesso che ha fatto in modo che questo avvenisse!” “Ah, la fortuna,” gridò Tom, “non la finirà con me se non quando m’abbia fatto impazzire? Ma perché biasimo la fortuna? Sono io stesso la causa della mia infelicità. Tutti i terribili guai che mi sono toccati sono conseguenze delle mie follie e dei miei vizi. Dunque la signora Waters era… Ma inutile ch’io domandi, perché voi la dovete certo conoscere. Se avete un po’ d’affetto per me, io vi supplico andate e riconducetemi qui quella disgraziata! Oh Dio buono, l’incesto! con mia madre! a che cosa ero riserbato!”
Henry Fielding, Tom Jones, Feltrinelli, Traduzione Decio Pettoello