
Mio padre, seduto sul suo divano, stava guardando la televisione. Avrei dovuto scrivere sul SUO divano, visto che era vietato sedersi su questa porzione di tessuto liso sul quale ha passato la maggior parte della sua vita. Era quello il suo regno. Si sentiva padrone di un territorio, un territorio tessile da cui dominava il mondo. Quando parlo del mondo, parlo della televisione. Mi ha sempre meravigliato l’illusione che poteva rappresentare per lui il semplice gesto di impugnare un telecomando. Poteva cambiare canale stando seduto nel suo divano, diventava un intrepido cacciatore d’immagini. Rappresentava questo improbabile mito moderno: l’avventuriero casalingo. Non si doveva mai disturbare il re durante il suo fondamentale incontro con le immagini. Era una fusione. Mio padre non era davanti alla televisione, era dentro.
David Foenkinos, La tête de l’emploi, Babelio