
“Uno Spirito sfiorò la mia faccia, mi si drizzarono i capelli.”
E lo Spirito disse:
“posso invertire l’orologio degli anni
ma sono restio a fermarlo dove vuoi tu.”
Esclamai: “d’accordo,
procediamo,
sempre meglio che morta!”
Lui rispose: “tranquillo”,
e me la fece apparire davanti, finalmente;
poi lei rinverdì sempre più, fino all’anno
in cui la vidi
donna fatta
esclamando: “fermo!
va bene così,
è abbastanza, non toccarla più.”
Per mia disgrazia Lui scosse la testa
e non si fermò,
lei in una bella bambina
e poi nell’infanzia declinò.
Sempre meno lei,
con mia grande pena, divenne pian piano
rimpicciolendosi fino a sparire
nelle sue grinfie senza freno;
ed è come se lei
non fosse mai esistita.
“Meglio”, dissi papale,
“morta come prima! Il suo ricordo
in me era stato vivo, ma ora è impossibile!”
E quella fredda voce:
“sei tu che hai scelto”