Michela Conoscitore, “Io sono io e me ne vanto”. La storia di Virginia Oldoini, contessa di Castiglione (Bonculture)

Una bella contessa è stata arruolata nella diplomazia piemontese. Io l’ho invitata a civettare, se le riesce, a sedurre ‘imperatore. In caso di successo, le ho promesso che chiederò, per suo fratello, l’incarico di segretario a Pietroburgo. Ieri con discrezione ha cominciato la sua missione, al concerto delle Tuileries.

A scrivere questa breve annotazione nel suo diario fu il conte di Cavour, Camillo Benso: si era agli albori del processo che prevedeva l’unificazione voluta dal Piemonte e dal re Vittorio Emanuele II, a ostacolare i piani dei Savoia, oltre ai Borboni nel Meridione, anche l’Austria potenza egemone nel nord del paese. Il Regno di Sardegna aveva bisogno di alleati forti, che potessero contrastare diplomaticamente e in guerra l’impero Austro-Ungarico. Per i piemontesi, questa speranza era rappresentata dalla Francia e da Napoleone III. Corteggiato da Cavour e dai sovrani austriaci, l’imperatore non decideva ancora da quale parte stare. Così, Cavour giocò la propria “regina di cuori”: Virginia Oldoini, contessa di Castiglione.

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