
LUI Ci siamo.
LEI Ci siamo, non è vero?
LUI Siamo sposati esattamente da due ore e ventisei minuti.
LEI Toh, mi pareva di più.
LUI Siamo sposati e tutto va bene. Voglio dire: lo sposalizio è fatto, tutto è fatto.
LEI È stato bello, eh? Ti piaceva davvero il mio velo?
LUI Eri straordinaria. Proprio straordinaria.
LEI Ne sono così felice! Ellie e Louise erano carine, no? Sono contenta che si siano decise per il rosa. Erano davvero carine.
LUI Senti, voglio dirti una cosa. Quando aspettavo che tu venissi, là in piedi nella vecchia chiesa, ho visto le due damigelle e ho pensato: guarda, non credevo che Louise potesse far questa figura! Finora non aveva mai attirato lo sguardo così.
LEI Ah sì, eh? Buffo. Infatti molti han detto che l’acconciatura e il cappello erano carini, ma tanta gente l’ha trovata un po’ stanca.
LUI In ogni modo dava nell’occhio.
LEI Sono contenta che ti sia parsa così. Contenta che ci sia stato almeno uno… Ed Ellie, come t’è parsa?
LUI Francamente non l’ho neppur guardata.
LEI Davvero? È una bruttissima cosa, è terribile che non ti piaccia mia sorella.
LUI Certo che mi piace! Ne vado matto. È una cara ragazza.
LEI Non ti credere che a lei importi qualcosa! Ne ha abbastanza di gente intorno. Non gliene importa nulla, di piacerti o no. Non farti illusioni. Ma il fatto è questo, non posso mandarlo giù che non ti piaccia, ecco tutto. E quando torneremo e ci installeremo in casa nostra sarà tremendo per me che tu non voglia aver a che fare con la mia famiglia.
LUI Ma che discorsi sono questi? Li sai benissimo i miei sentimenti sulla tua famiglia. Io credo che la signora tua… sì, che tua madre è deliziosa. E anche Ellie. E anche tuo padre. Cosa tiri fuori, ora?
LEI Me ne sono accorta. Non ti credere che non me ne sono accorta. Tanta gente si sposa e crede che tutto andrà benissimo, eccetera, e poi tutto va a carte quarantotto perché non possono soffrire la gente di famiglia o per cose simili. Non ne parliamo. L’ho visto succedere.
LUI Tesoro, che discorsi sono questi? Perché ti arrabbi? Siamo in piena luna di miele. Perché ci si deve mettere a battagliare? Sei nervosa, mi pare.
LEI Io? E perché dovrei esserlo? Io…io… non sono nervosa, perdio.
LUI Lo sai bene, spesso le ragazze diventano nervose e acide a forza di pensare.
LEI Ma sì, non facciamo baruffe. Non facciamo come gli altri. Non diamoci fastidi, seccature o cose simili. Ti va?
LUI Non ci beccheremo più, non è vero?
LEI No. Mai più. Non so che cosa m’ha fatto far così. Era così strano, era un incubo quel continuo pensare a tutti coloro che si sposano, in tutto il mondo, e quanti guastano tutto con le baruffe e col resto. C’era da perder la testa a pensarci. Oh, non voglio esser così! A noi non succederà, vero?
LUI No di certo.
LEI Non dobbiamo sbranarci, non dobbiamo litigare. Ma ora sarà tutto diverso, ora siamo sposati. Tutto andrà benissimo. Prendi il mio cappello, per favore, caro. È ora che me lo rimetta. Ti piace, coccolo mio?
LUI Ti sta molto bene.
LEI No, voglio dire se ti piace davvero?
LUI Non m’intendo di queste cose. Mi piacciono i cappelli del tipo di quello azzurro, che avevi. Mi piaceva infinitamente.
LEI Davvero? È un vero peccato che questo non ti piaccia.
LUI Ma sì che mi piace!
LEI Hai appena detto di no.
LUI Non ho detto nulla di simile. Tu sei matta.
LEI Sarò matta, forse. Ma fa un certo senso pensare che s’è sposato un uomo che vi trova un perfido gusto in fatto di cappelli. E dice addirittura che son matta.
LUI Ma insomma, ascolta, io non ho detto nulla di simile. Ma certo che mi piace il tuo cappello! Più lo guardo e più mi piace. È straordinario.
LEI Ma davvero? Sinceramente? Oh, ne sono contenta. Ti avrei detestato se non ti fosse piaciuto. Sarebbe stato… non so, sarebbe stato qualcosa come un cattivo inizio.
LUI Ma io ne vado matto, ti dico. E ora abbiamo arrangiato anche questa, per grazia di Dio. Agnellino mio… Non ci dovranno essere cattivi inizi. Pensiamo ai fatti nostri, siamo in piena luna di miele. Fra poco saremo due vecchi sposi, come tanti. Voglio dire… voglio dire che fra pochi minuti saremo a New York e andremo all’albergo e tutto andrà benissimo. Voglio dire… guarda un po’! Ecco fatto: siamo sposati! Ci siamo!
LEI Sì, ci siamo!
Dorothy Parker, Il mio mondo è qui, Bompiani, Traduzione Eugenio Montale