
Ermanno Cavazzoni, Il poema dei lunatici
Il discorso ha preso una piega che prometteva. Speravo di capire come stavano in definitiva le cose, e ho chiesto:
– Ma i morti son morti?
– I morti non sono niente, sono come dei pezzi di legno.
– Di legno?
–Sì, sono secchi, senz’acqua, ma vanno vestiti, altrimenti il funerale non viene bene.
– Ma vestirli da cosa?
– Bisogna vestirli eleganti, con la cravatta, i polsini, che facciano bella figura.
– Allora, nei funerali, fan tutti finta o fanno davvero?
– Ma guardi, la famiglia e i parenti non so, ma è chiaro che tra il personale non c’è nessuno che faccia sul serio. Anche quello che guida il carro da morto ad esempio, cosa vuole che importi a lui. Lui va piano, che si deve vedere che è un funerale, che dà più l’idea che sono tutti tristi per il dolore. Ma si sono messi d’accordo sulla velocità.