Le figurine di Radiospazio. Nascondigli

Quando Jason ha messo piede in casa mia e ha visto il mio narghilè, che è grande più o meno quanto il mio miniappartamento, mi ha subito chiesto se fumavo marijuana, io gli ho detto di sì e lui mi ha chiesto (in un italiano perfetto) se tiravo anche di coca, io ho detto – Ogni tanto – e lui si è calato le braghe e le mutande. – Vedi? – mi ha detto girandosi di spalle. Una sorta di filo bianco gli penzolava dal buco del culo, al che io sono diventato di granito. Jason ha tirato per un po’ il filo finché è venuto fuori un tubetto avvolto in quello che credo fosse cellophane. Soddisfatto, ha detto: – Qui… cocaina. Dal tubetto Jason ha fatto uscire cinque o sei capsule più piccole che, secondo me, contenevano circa venti grammi di cocaina. – Ma sei impazzito? – ho detto – E se all’aeroporto ti… prendevano? – Le mie chiappe sono troppo strette – ha risposto Jason.

Simone Battig, Sul nulla

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