Mattia Madonia, Quando noi “italiani brava gente” sterminammo migliaia di persone affette da disturbi psichiatrici (The Vision)

“Attraverso gli schedari clinici abbiamo la testimonianza dei motivi per cui migliaia di donne sono state internate. Nel saggio di Annacarla Valeriano Malacarne sono spiegate con cura le dinamiche dei ricoveri coatti delle donne durante il fascismo, con la sintomatologia riportata nelle cartelle cliniche con voci che adesso appaiono inverosimili, ma che all’epoca erano indizio di devianza sociale: stravagante, loquace, capricciosa, erotica, smorfiosa, piacente, civettuola. Secondo il fascismo il ruolo della donna era quello di madre e moglie, come esposto da Mussolini nel discorso dell’ascensione del 1927: una figura sottomessa, costretta a rispettare i codici etici e morali di un regime che la voleva angelo del focolare. In caso contrario rischiavano di essere considerate improduttive o folli, con il conseguente internamento coatto.”

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