Primo Levi, Partigiani

Dove siete, partigiani di tutte le valli,
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?
Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei loro figli
come, al tempo remoto delle certezze,
hanno rotto l’assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.


Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell’inps
o si raggrinzano negli enti locali.
n piedi, vecchi: per noi non c’è congedo.

Ritorniamo in montagna
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.

Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l’un l’altro, queruli, ombrosi.
Come allora staremo di sentinella
Perché all’alba non ci sorprenda il nemico

Quale nemico? Ognuno è nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
a mano destra nemica della sinistra- I
n piedi, vecchi, nemici di voi stessi.
La nostra guerra non è mai finita.

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