Franca Mancinelli, L’invisibile come testo a fronte (Le parole e le cose)

“L’inchiostro è velenoso. Dalla sua radice si genera una pianta che può essere tossica, ma anche farmaco capace di curare, ricongiungendoci con ciò che sempre rinasce. Quando la radice dell’inchiostro non attinge agli strati primari, la scrittura si autogenera, prolifera come una pianta infestante, inutile e dannosa all’uomo. Come ogni sostanza tossica, si diffonde con grande facilità: i libri che la contengono occupano gli schermi di computer e tv, le pagine dei quotidiani.
La scrittura che è farmaco è una pianta piuttosto rara. Per riconoscerla è necessaria attenzione e quella dedizione, quel lento apprendistato che hanno i cercatori di funghi. Questa pianta apre a un’esperienza che trasforma noi stessi e la realtà, rendendoci a nostra volta artefici e tramiti della creazione. Per questa potenza che dona, non viene protetta né coltivata dalle istituzioni che detengono il sapere. Cresce in terreni marginali, connessi con gli strati più profondi, dove si deposita e rigenera un’antica originaria ricchezza, dove dormono i nostri antenati. Questa pianta si nutre della morte che si è fatta humus. Per le sue fibre non c’è fine che non sia inizio. Germoglia e dirama proprio in questo ritmo.” Leggi l’articolo: http://www.leparoleelecose.it/?p=40958

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