https://www.youtube.com/watch?v=87uqMzj3lsI
In questo ristorante ovattato e un po’ tetro sono tutti nudi, i clienti e la cameriera. Sulla carta, può sembrare un omaggio, forse addirittura un po’ conformista, a quella retorica hippie (siamo negli anni ’60) secondo la quale nudità rima con spontaneità, autenticità, verità e che, rime a parte, libera il corpo dalla schiavitù degli abiti per usarlo come un grimaldello capace di scardinare le serrature della morale borghese. Il gioco, invece, è più complesso e si avvia subito, appena la cameriera, Brigid Berlin, una delle star di Warhol, incomincia a proporre il menu al cliente; i piatti sono di ordinaria routine, omelette, toast, frittelle, ma il sottotesto (come si diceva una volta) di natura erotica li avvolge nel grottesco, e la sensualità stralunata di Brigid aggiunge una pennellata di comicità surreale. Di che cosa si parla, in questo ristorante? Di cibo, di sesso, oppure del non senso che si nasconde, maligno, in essi?