Le figurine di Radiospazio. L’attore e il successo

– Senti, Ruth, l’unica cosa che sia mai riuscito a ottenere – in teatro e fuori dal teatro – è l’entusiasmo di una microscopica minoranza e l’aperta ostilità di tutti gli altri. Io attiro l’ostilità come la cagna in calore attira i cani. Appena compaio in scena, sento subito di dover lottare contro tutti gli spettatori ­– uno per uno, dalla platea al loggione. Un combattimento da gladiatore! Io solo contro tutti – e loro tutti così potenti! A volte riesco a debellarne una parte –  metà, un terzo. Ma quei pochi arrivo a piegarli! Li domo. E persino l’avversione della maggioranza rappresenta una specie di trionfo per me – perché so che nel loro intimo mi rispettano.
– E questo film che devi fare?
– Macché: la solita musica: «La teniamo presente – le faremo sapere… »
­­– Non vedo un gran merito nel cercare di ignorare l’insuccesso.
– Non esiste l’insuccesso – esiste solo l’attesa del successo.

John Osborne, Epitaffio per George Dillon

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