Marcel Schwob, L’uomo che non aveva fiducia in se stesso (Racconto)

C’era una volta un uomo che non aveva fiducia in se stesso. Era un grande sapiente che conosceva a meraviglia tutte le lingue antiche e tutte le scienze. Ma credeva di non saperle. Spesso lavorava sino a notte fonda; scriveva e leggeva grossi libri rilegati in pelle e in pergamena; credo che sapesse anche l’ebraico e il cinese. E, lavorando tanto, il suo fisico era deperito e i suoi occhi sbattevano come quelli di un gufo. Tuttavia continuava a lavorare sui suoi grandi manoscritti, e nessuno sapeva a che cosa. Dio, che uomo era! Ma non aveva fiducia in se stesso; questo fu la sua rovina. Terminate due pagine, quando le rileggeva, le trovava pessime, le stracciava e le bruciava.
Nonostante fosse un bell’uomo, non osava avvicinarsi a una donna perché pensava di essere respinto. Era davvero uno strano tipo quest’uomo che non credeva in se stesso. Senza aver conosciuto niente della vita, divenne un vecchio misantropo; tanta era la sua paura di non riuscire, che non osava vivere al di fuori dei suoi grossi volumi in pergamena. Quando lo conobbi, era vecchio e malato e steso sul suo letto di morte; e si doleva dell’ignoranza nella quale Dio l’aveva abbandonato; perché, diceva, più sapeva e meno credeva di sapere. E mi fece accostare al suo letto e mi raccontò ciò che vi ho raccontato; e la sua voce era strana come quella di un essere soprannaturale; e quando la sua anima si separò dal corpo, sentii che il cuore mi batteva forte mentre la voce della mia coscienza mi diceva: “Questo essere è l’incarnazione dello Spirito Cattivo che mette il dubbio nel cuore dell’uomo”.

Marcel Schwob, Scritti giovanili

2 pensieri riguardo “Marcel Schwob, L’uomo che non aveva fiducia in se stesso (Racconto)”

Lascia un commento