Walt Whitman, La democrazia deve affinarsi nella natura, tra le bestie (Pangea)

“I poeti americani hanno da racchiudere vecchio e nuovo perché America è la razza delle razze. Di codeste il bardo dev’essere commisurato a un popolo… La terra e il mare, gli animali pesci e uccelli, il cielo del firmamento e le orbite, le foreste montagne e fiumi, non sono temi da poco…”. Perfino la politica, in effetti, dovrebbe essere retta da una poetica. “La scelta quadriennale dei presidenti americani è uno spettacolo possente”, aveva detto il poeta, ormai leggenda, acciaccato, nel 1891. Si riferiva alla grande massa democratica che si muove, a fiumane, nell’immensità americana. Riguardo ai presidenti, però, non aveva la stessa opinione. Non si sono mai visti uomini tanto corrotti, mediocri, inaffidabili, piagnoni e falsi come quelli che occupano il potere pubblico”.

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