
Lord Brummel, che dell’eleganza aveva fatto la propria ragione di vivere, aveva di essa un famoso concetto: la suprema eleganza consiste nel vestire in modo che non si venga notati. Donde, la sua notorietà. Poteva capitare che un amico, incontrandolo, gli dicesse: «Complimenti, quest’oggi siete davvero elegante.» L’elegantissimo Lord impallidiva sgomento: «Davvero? Mi si vede forse qualcosa?» E correva a casa a cambiarsi.. Quando l’elegantissimo si accorse che tutti più o meno l’imitavano, su questo terreno, riuscì a batterli con mezzi talvolta sleali. Un giorno, per esempio, in una festa a Corte, per non essere notato si nascose sotto un tavolo. Un cameriere, passando, si fermò: «Che fa, vostro Onore, qui sotto?» «Zitto, non mi tradite! Non capite che sono qui per non farmi notare?» Quando si accorse che con questa storia di non farsi notare era diventato celebre, fu per lui una mazzata sul capo. Dovunque andava, si sentiva mormorare: «Quello è Lord Brummel. Guarda, guarda come non si nota.» «Hai ragione, è straordinario, non si nota affatto.» Brummel, non era felice. Dava nell’occhio con quello starsene tappato in casa per non essere notato. Vedendo che non riusciva a non farsi notare, s’ammalò di crepacuore. Il medico lo notò! Morì. La cosa non passò inosservata: fu chiuso in una cassa. Per disposizione testamentaria, Lord Brummel, dando ancora un’ultima prova di buon gusto, aveva voluto che il funerale passasse inosservato. La cosa incuriosì talmente che tutta Londra era lì a vedere come riusciva bene a passare inosservato.
Achille Campanile, Lord Brummel o del non farsi notare, in “Vite degli uomini illustri”, Rizzoli
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