Anonimo/a, La violenza maschile come vizio morale, non come malattia (Le parole e le cose)

“Gli esseri umani preferiscono i loro simili. Non gli altri esseri umani. Ma quelli, fra gli esseri umani, che sono più simili a loro. I ricchi preferiscono i ricchi, i bianchi i bianchi, i maschi i maschi. Questa preferenza non è un gusto sullo sfondo di un’imparzialità. Non è che trattiamo tutti in maniera eguale, nelle sfere rilevanti (nella politica, nella distribuzione di risorse essenziali), ma preferiamo, se dobbiamo andarci a cena, chi ci è simile socialmente, culturalmente, per genere ed etnia. Preferiamo chi ci è simile a scapito di chi ci è dissimile, spesso senza neanche saperlo. Questo tipo di preferenze, che potremmo chiamare tribali, da un lato sono del tutto irriflesse e si perdono nel passato distante delle nostre origini evolutive, dall’altro portano spesso ad atteggiamenti anche sottilmente violenti. Katherine Kinzler e i suoi colleghi hanno mostrato che già a cinque mesi i bimbi preferiscono compagnie prive di accento, a partire da dieci mesi accettano più volentieri un giocattolo da chi parla bene la loro lingua, e dai cinque anni prediligono amichetti senza accento straniero.”

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