
http://www.youtube.com/watch?v=Zp0RiGR0sew
Un film che è un viaggio in un mondo che sta oltre, celato nelle disumanizzanti trasformazioni di una realtà fatta di economia, denaro e numero che tutto sommerge a partire da affetti, sentimenti e relazioni intime di cui siamo caldamente invitati a vergognarci perché poco o punto “produttive”. Quindi è un viaggio finalmente dentro di noi che diventa un farmaco, un antidoto efficace contro i veleni che questo capitale come impazzito ci installa giorno dopo giorno.
Un bel film che mostra un deserto, quello egiziano, pieno di vita, basta saperla guardare o aspettare, una metafora di quello che siamo dunque, basta capirla.
Un bambino abbandonato in un periferico lebbrosario con la promessa mai realizzata di tornarlo a prendere, si mette alla ricerca della sua famiglia insieme ad un orfano nubiano anch’esso perduto e abbandonato. Ritroveranno il proprio passato ma soprattutto sé stessi prima di ritornare al loro ondo, quel lebbrosario dove esistono gli affetti, i loro affetti, e dove quindi, paradossalmente, non c’è spazio per la disperazione, quella che invece sembra minacciare tutti noi.
Maria Dolores Pesce