
Lei è seduto di fronte al suo capo ufficio.
Si rilassi, respiri profondamente, domini il tremito nervoso delle ginocchia, esponga il suo caso, ma mantenga fino in fondo un po’ di dignità e fierezza. Non si getti ai suoi piedi, non gli abbracci le ginocchia.
Gli dica che non ne può più, che non arriva a sbarcare il lunario, che non è per sé che implora, ma per la moglie che è logorata dal lavoro di casa e per i cinque figli minacciati dalle malattie.
Forse riuscirà a convincere il capo ufficio, ma può anche darsi che egli si metta a gridare:
«Cosa? Lei, un impiegato che era ritenuto modello, venire a mendicare pochi miserabili centesimi, quando alcuni dirigenti nel pieno delle loro capacità sono ridotti alla disoccupazione a soli quarant’anni! Si reputi fortunato se non la butto fuori a calci nel sedere!»
In questo caso non faccia gesti di cui potrebbe pentirsi in seguito. Si alzi ed esca dignitosamente.
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