
Jea-Paul Sartre, Prefazione a Ritratto di ignoto, di Nathalie Sarraute
Il luogo comune. Questa bella espressione ha svariati significati: certamente indica i pensieri più triti, ma questi pensieri sono diventati il luogo di incontro della comunità. Ciascuno vi si ritrova, ci ritrova gli altri. Il luogo comune è di tutti e mi appartiene; appartiene in me a tutto il mondo, è la presenza di tutto il mondo in me. È essenzialmente la generalità; per appropriarmene, devo compiere un atto: un atto con il quale mi spoglio della mia particolarità per aderire al generale, per diventare la generalità. Non simile a tutti, ma esattamente l’incarnazione di tutti. Con questa adesione eminentemente sociale, io mi identifico in tutti gli altri nell’indistinto della generalità.