“Il sacco. Il primo sacco che lui ha dipinto era perché appena finita la guerra, o probabilmente ancora in prigionia… aveva sotto mano un sacco di quelli sbrindellati, bucati, rotti, che lui ha cercato di far diventare una tela per dipingerci…”
“La realtà delle guerre: distruggono l’equilibrio, infatti nel dopoguerra non esiste una pittura tonale, e rimani in questo rapporto immediato con la superficie”.