
“La linea ingarbuglia l’occhio e lo strappa via dal colore. Un tentacolo segnico che distoglie l’attenzione dal mare cromatico attirando a sé tutto il valore che l’osservatore riversa sul quadro. Si tratta di un principio embrionale di mondo che si inserisce nella dimensione ideale del tessuto coloristico puro. Il tratto si propone in modo irreversibile come elemento catalizzante e propedeutico alla costruzione di una figura. Per questo Mark Rothko dovette abbandonarlo per immergersi nella sua arte.”
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1 commento su “David Landoni, Quando nel nulla del colore Mark Rotko trovò il tutto (ArtsLife)”