
“Mitiche erano le prime letture dei testi appena scritti, cui Eduardo dava voce davanti alla compagnia. “Lo faceva senza aver assegnato ruoli. Alla fine nominava i personaggi, affidandoli ai presenti. Lui sapeva che io cantavo bene, e per Gli esami non finiscono mai io sperai che mi toccasse la Cantastorie, cui invece fu abbinata giustamente Isa Danieli. Mi capitò una cameriera, con una sola frase. Poi m’aggiunse due battute. E più tardi, per una sostituzione, mi dette pure i compiti di una ragazza del popolo, Bonaria, che tiene testa alla moglie del suo amante. Due volti: una domestica, e una donna in tailleur con infanzia crudele. Meraviglioso”.
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1 commento su ““Eduardo, quante lezioni e quanti rimproveri”. Il ricordo di Lina Sastri (La Repubblica)”