
A contatto con il rame il Covid-19 sopravvive 240 minuti, poco rispetto ad altre superfici. E, anche se sembra scomparso, in casa è ovunque: dentro tv, lampade, cellulari, frigoriferi, automobili. Perché non usarlo di più?
Ai giorni nostri fa funzionare i cavi superconduttori del tempio mondiale della fisica, il Cern di Ginevra. Cinquemila anni fa Ötzi, l’Uomo del Similaun, ci aveva fatto un’ascia, per difendersi e lavorare. Può sembrare che il rame sia scomparso dalle nostre abitazioni, sostituito da materiali dall’aspetto più moderno, ma è ovunque intorno a noi. Dentro tv, lampade, cellulari, frigoriferi, automobili. Ora che la pandemia ci ha reso più consapevoli delle minacce nascoste nel mondo microbico, chissà che ad architetti e designer non torni la voglia di usarlo anche per le sue proprietà igienizzanti. Magari per ricoprire le superfici più esposte: maniglie, corrimani, pulsantiere, tastiere.
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1 commento su “Anna Meldolesi. Il ritorno del rame: su questo metallo, il virus ha le ore contate (7 Il Corriere della sera)”