Le figurine di Radiospazio. Un principio di soddisfazione

Nella sua inesperienza elementare di donnaiuolo, il signor Gallaro riteneva che l’essere stato invitato ed ammesso in quella casa gli conferisse già qualche diritto, e che egli si sarebbe meritato una preclara patente d’imbecille, ove si fosse dimenticato di esigerne per lo meno un principio di soddisfazione. Quindi, mentre Speranza dimorava salda nei più quieti discorsi di famiglia, egli affocava negli occhi, formicolava sulla sedia; le ginocchia gli ballavano. Tutto il suo essere domandava di pigliarsi qualche anticipazione. – Speranza! Speranza, non oso… – Che non osa? – Non oso domandarle un bacio…
Speranza si annebbiò, e indietreggiò tragicamente. – Sappia, bravo signore, che non mi sono mai fatta baciare da nessun uomo… Il fornaciaio rimase spaventato. E la vedovella ribadì con franchezza: – Nessun uomo mi ha mai baciata, salvo il mio povero marito. E non voglio cominciar adesso a lasciarmi baciare, signor Gallaro! Il signor Gallaro uscì umilmente da quella casa, in cui aveva infelicemente attentato di bravare così fuori di posto; uscì con il cuore insoddisfatto, che gli martellava di angoscia, e con la testa addolorata, funestata dal pensiero aggravantissimo, che quella diavola poteva far credere tutto tutto, e, più che tutto, l’impossibile.

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