
“Sono stato professore di liceo solo per un anno. Non è da qui che ricavo l’idea di pigrizia scolastica, ma piuttosto dalla mia esperienza di allievo. Ritrovo spontaneamente la pigrizia scolastica, ma a titolo di metafora, nella mia vita attuale, che in linea di principio non ha nulla di quella di uno scolaro: spesso, davanti a compiti che mi annoiano considerevolmente, come la posta, i manoscritti da leggere, resisto e mi dico che non arriverò a farli, esattamente come lo scolaro che non può fare i compiti. Si tratta, in questi momenti, di un’esperienza dolorosa della pigrizia, nella misura in cui è un’esperienza dolorosa della volontà.”
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1 commento su “Roland Barthes, Osiamo essere pigri. Intervista di Christine Eff (Doppiozero)”