
Raimondo T.
Trascorse gran parte della sua vita in azienda
dimenticato in un ufficio che col tempo aveva arricchito
(non senza qualche critica dell’Ufficio personale)
di piante esotiche, collane papua e tronchi in forma
di Leviatani mostruosi modellati da risacche lontane.
Assolveva i suoi compiti manageriali
con tiepida puntualità, preferendo
a quelle pratiche sempre così uguali
la lettura dei romanzi di Joseph Conrad
(poteva citare a memoria ampi brani di Lord Jim
e non solo).
Il suo fisico, rinvigorito e abbronzato
da queste letture,
era molto apprezzato dalle colleghe del settimo piano,
alle profferte più o meno esplicite delle quali rispondeva:
«Grazie, ma sto appunto per imbarcarmi».
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