Marino Moretti, Il carabiniere (racconto)

Antonio Bueno, Il carabiniere, 1969 (olio e pastelli su carta)

Dacché il figliolo era partito soldato per un paese lontano di cui non ricordava il nome, Leonina non l’aveva più visto. E neppure sentito: diceva così poco dalle sue parche lettere. Ma ora il figlio torna in licenza di quindici giorni. Il suo ragazzo tornerà domani alla stazione di Marotta alle quattro, poi farà quei tre chilometri a piedi. Leonina si domandava se sarebbe andata incontro al suo Adamo o se l’avrebbe aspettato sul focolare dopo aver socchiuso la porta. Poi le venne in mente che i soldati non son tutti uguali. Il colore, sì, è uguale per tutti, ma ci son quelli che hanno la mantellina corta, quelli che hanno i gambali, quelli che hanno le penne… Insomma questa disgraziata mamma d’un milite s’era dimenticata di chiedere se il suo figliolo fosse fantaccino o bersagliere o cavalleggere o aviere o artigliere.
Naturalmente all’indomani, all’ora giusta, la Leonina non resistette e si ritrovò sulla strada di campagna a guardare i pali e i mucchi di ghiaia. Il suo Adamo doveva spuntare di là. Era così assorta e stravolta che non s’accorse di qualcuno che sorgeva in capo alla strada e s’avvicinava e ingrandiva. Poi sussultò. Chi era questo? Era un carabiniere. Pareva quasi che il carabiniere venisse verso di lei, facesse un segno, intimasse il silenzio. Allora la poveretta ricordò d’aver rubato un fascio di legna proprio da quelle parti, ebbe paura (i carabinieri le avevan sempre fatto paura) e pensò di mettersi in salvo. Correva in un viottolo spaventando un branco di anitre che correva avanti a lei e, dietro di lei, correva anche il carabiniere, un diavolo di carabiniere deciso d’agguantarla alle spalle. Le anitre che starnazzavano avanti, il carabiniere che urlava dietro per intimarle la resa… la poveretta non poté salvarsi: era già caduta su un letto d’erba lieve, dolcissima, tutta trapunta di fiorellini gialli di campo.
Quando aprì gli occhi, il carabiniere s’inginocchiava dinanzi a lei e le tergeva il sudore. Allora, come se tornasse in vita, la madre sorrise:
«Sei tu, figlio mio?»

Marino Moretti, Il carabiniere, Mondadori

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