
Nella carriera leggendaria di Valentina Cortese c’è un gioiello costruito insieme a Truffaut, “Effetto notte”, uno dei film nei quali l’autore mette in scena il cinema, il suo rapporto con gli attori e le sue quotidiane perplessità nel misurare il suo progetto con una quotidianità inafferrabile e provocante come il mercurio. Qui Valentina Cortese gioca con il personaggio della diva in declino, afflitta dall’alcol e, ancor di più, da quella svagatezza, non si sa se metafisica o sapientemente sorniona, che ha fatto di lei una grande icona del nostro teatro del Novecento. Forse l’ultima.
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