Guido Caldiron, Muhammad Alì, quella danza sul ring che divenne rivolta (Il Manifesto)

Nella boxe, al pari di quanto accade negli scacchi, occupare il centro del ring è considerato strategico per condurre a buon fine un incontro. Per difendere questa posizione, dalla quale è più facile piazzare dei buoni colpi, i pesi massini rimangono piantati di fronte al loro avversario chiudendo la guardia ben prima di contrattaccare. Tutti, ma non lui. «Fluttua come una farfalla, pungi come un’ape», lo incitava Dundee «Bundini» Brown, il suo primo allenatore da professionista. Perché il ring, Muhammad Ali lo occupava danzando, saltellando da un lato all’altro, cambiando velocemente guardia, giocando con ogni mossa, sorridendo di fronte al pericolo e alla sfida, prendendosi gioco di avversari ancor più forti e imponenti dei suoi 100 kg per 1 metro e novanta di altezza. Leggi  l’intero articolo: https://ilmanifesto.it/muhammad-ali-quella-danza-sul-ring-che-divenne-rivolta/

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