
E’ difficile ricordare Nanni Balestrini citandone una sola opera. Abbiamo scelto una delle ballate della Signorina Richmond (1977). nella quale riaffiora la scrittura delle prime raccolte di versi (“Il sasso appeso”, ad esempio), caratterizzate non soltanto dallo sperimentalismo linguistico ma anche da una elegante, impassibile ironia. Militante, si diceva, ma non solo in senso strettamente politico: chi lo ha conosciuto può testimoniare la sua attenzione (appunto militante e persino umile – lui poeta precocemente “laureato” con l’antologia dei Novissimi) per la letteratura giovanile degli anni Sessanta.
La signorina Richmond affronta un altro tema brechtiano
con parecchi cattivi esempi
Quel giorno al signorina Richmond
andò da Rosa e le disse
io voglio partecipare alla lotta
delle classi ammaestrami
Rosa le disse siediti
la signorina Richmond si sedette
e chiese come devo combattere?
chiunque sta dalla parte del popolo
rivoluzionario è un rivoluzionario
chiunque sta dalla parte dell’imperia
lismo e del capitalismo buro
cratico è un controrivoluzionario
Rosa rise e le disse
stai seduta bene? non so disse
la signorina Richmond stupita
in che altro modo dovrei sedermi?
Rosa glielo spiegò ma
disse la signorina Richmond impaziente
io non sono mica venuta qui
per imparare a stare seduta
chiunque sta dalla parte del popolo
rivoluzionario solo a parole
ma agisce diversamente
è un rivoluzionario a parole
lo so tu vuoi imparare a combattere
disse Rosa pazientemente
ma per fare questo tu devi
stare seduta bene perché adesso
per l’appunto noi stiamo seduti
e vogliamo parlare seduti
la signorina Richmond disse
chiunque sta dalla parte del popolo
rivoluzionario non solo a parole
ma anche con le azioni
è un autentico rivoluzionario
se si aspira a assumere
la posizione migliore e a tirare
fuori il meglio da quello che c’è
insomma se si aspira al godimento
come si fa allora a combattere?
guardati intorno disse Rosa ridendo
c’è chi assume la posizione peggiore
si battono i colpi e si leva il sipario
e Fortini corre subito a schierarsi
come sempre dalla parte sbagliata
rivive i tempi degli schieramenti
insomma non aspira al godimento
come fa allora a combattere?
Giorgiobocca si sa è un rigorista
che i valori e i miti borghesi
del lavoro ben fatto del profitto
del successo della disciplina puritana
dell’orgoglio professionale invoca eterni
insieme a chi lo paga contro il niente
delle rivoluzioni finte o impossibili
insomma non aspira al godimento
il compagno Fofi si sa è un rigorista
convinto che l’orgasmo è decadente
si masturba di nascosto dalle masse
come fa allora a combattere?
Asorrosa palindromo è un vero rigorista
la teoria dei bisogni che nasce da
questo magma sociale dice che deve per
forza contrapporsi ad ogni tentativo
di ricondurre a un quadro coerente e
unitario le spinte diverse e spesso dra
mmaticamente contraddittorie che fanno o
stacolo alla soluzione dei problemi po
litici e economici del paese non si
tratta infatti n questa ottica
di creare una società nuova in
somma non si aspira al godimento
tutti a ridere invece quando appare
il Profferarotti torturato dai nazisti
e coi coglioni illividiti balza
sull’attenti se telefona l’Espresso
sbuca Alberoni scarso rigorista
vede stati nascenti ma non vede
la trave nel suo occhio che non vede
quello che sta nascendo dove va
ma Rossananda invece è rigorista
la fa parlare l’ostinazione di chi
non si rassegna a vedere il pici
e il sindacato non solo impegnati
a distruggere altri ma le basi della
sopravvivenza propria e lei lavora tena
cemente per la crisi della loro linea poi
lei neppure aspira al godimento
infine Berlingotti l’ultrà rigorista
che non ama il lassismo dei costumi
che è convinto che gli studenti
debbano ricominciare a studiare
con la serietà dei vecchi tempi
che considera con sospetto il gran parlare
che si sta facendo da qualche anno
sulla rivalutazione delle devianze
sulla vita come gioco e piacere
sulla produttività che non deve
essere considerata un valore primario
ecco il campione dell’austerità
Rosa tirò giù il sipario e disse
ma se non si aspira al godimento
ma se non si vuole tirare fuori
il meglio di quello che c’è
e se non si vuole assumere
la posizione migliore nella
situazione in cui ci si trova
perché allora si dovrebbe combattere?