
Come fare propaganda elettorale senza rischiare di venire accusati di nazifascismo? Perché diciamocela chiaramente: in questo periodo una delle accuse che con maggiore frequenza si sta muovendo a una parte politica è quella di promuovere ideali nazifascisti.Senza voler entrare nel merito di queste accuse perché ognuno dei lettori potrà farsi o si sarà già fatta un’idea in perfetta autonomia, oggi vi vogliamo presentare gli undici punti elaborati da Goebbels per fare una perfetta propaganda elettorale. Chi era Joseph Goebbels? Era uno dei massimi gerarchi nazisti, dal 1933 al 1945 ricoprì il ruolo di Ministro della Propaganda, incarico che portò avanti con tale competenza che, dopo la morte di Hitler, fu addirittura scelto come Cancelliere del Reich. Incarico che ricoprì, per ovvie ragioni, solo per pochissimi giorni. Non vogliamo sostenere una somiglianza completa dell’attuale modo di fare propaganda elettorale con la strategia individuata da Goebbels ma invitare semmai a riflettere su come alcuni di questi punti possano risultare ancora di profonda attualità e su come forse sia essenziale cominciare a declinare diversamente il nostro modo di portare avanti una campagna elettorale.
1. Principio della semplificazione e del nemico unico
È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.
2. Principio del metodo del contagio
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
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