Spesso il “Mito”, come funzione della conoscenza, è servito a disegnare e interpretare la mappa della nostra interiorità, topos che si aggrappa per riconoscersi nei luoghi perduti e dimenticati che ci attraversano come i sentieri di una fitta foresta nordica. Destinazione desiderata e lì celata la nostra più profonda identità. “Border – Creature di confine” è un film che si appropria del racconto gotico dello svedese John Ajvide Lindqvist, memoria suggestiva e fascinatoria dei miti nordici di genti e specie perdute come i fantasiosi Troll, e costruisce una storia che sta dentro l’oggi, l’oggi delle diversità, delle sopraffazioni, delle menzogne, l’oggi che spesso abbiamo introiettato segnando dentro di noi confini che ci hanno diviso, dall’altro sempre imprescindibile e infine da noi stessi e dalle nostre diversità interiori forse meglio celate. Questo film di Ali Abbasi, iraniano naturalizzato svedese e ora in Danimarca è una scoperta in sé e di sé, anzi è un insieme di scoperte a partire dalla protagonista. Ciò che scopre, però, non è tanto la sua origine e la sua natura “altra”, quanto piuttosto che in questa natura “altra” albergano affetti, sentimenti e desideri che ci rendono simili e veri anche nei confronti degli altri. Un film inaspettato sulle “eguali-diversità” che ci attraversano come i sentieri del bosco.
Maria Dolores Pesce
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