Galleria. Un addio

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Non era facile far stare tutto in centoquaranta caratteri. Ci sarebbero volute almeno dieci pagine per ricapitolare tutti i lamenti di lui, le sue gelosie, la sua tetraggine. La prima cosa che le venne in mente di scrivere fu: “Basta. Mi hai rotto le palle.” Ventotto caratteri. C’era spazio per aggiungere altro. Ad esempio: “Narcisista, impotente, pallone gonfiato”. Fece il conto: Sessantanove. Si fermò un attimo prima di schiacciare invio. Sabrina era una di quelle ragazze moderne che lodevolmente tengono ancora alle forme, ma le forme purtroppo richiedono spazio, come quei vecchi mobili monumentali e funerei che i nonni lasciano in eredità per rendere la vita dei discendenti non meno triste della loro. Prese tempo e ordinò un caffè. Doveva esistere un passepartout, una di quelle frasi collaudate che paralizzano con eleganza l’avversario (ormai poteva chiamarlo così). Il ragazzo portò un espresso ristretto come l’aveva chiesto. Lo bevve d’un sorso, amarissimo, e subito la formula le apparve nella sua irenica classicità. “In questo periodo ho bisogno di stare sola con me stessa.” Poi precisò: “A tempo indeterminato.” E per ammorbidire l’enunciato che poteva sembrare un po’ asciutto dopo un rapporto di quattro anni, aggiunse: “Un bacio”. Ci ripensò: e se il tipo si fosse appigliato a quel bacio per rifarsi vivo? (Perché era piuttosto appiccicoso). Decise infine di correre il rischio e il bacio rimase: un cioccolatino deve sempre avere la sua carta dorata, a maggior ragione se è avvelenato.
Rilesse: il messaggio era elegante, funzionale, ma ancora un po’ troppo asettico. Aggiunse: “Stronzo”. Così personalizzato, era perfetto. Inviò e ordinò un frizzantino.

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7 pensieri riguardo “Galleria. Un addio”

  1. Ma seduto con lei c’è già l’uomo nuovo! E’ fuori campo, però i suoi taccuini, le sue agende, il suo smartphone, i ferri del mestiere, sono ben visibili.
    Per essere esatti non è seduto con lei (è un manager, vuol conservare la propria indipendenza, rimanere lucido. Beve solo acqua) ma ad un tavolino suo di lui da dove però un’agenda con gli impegni è già migrati sul tavolino suo di lei. Un segno di intimità. Saranno soci in affari. Lei è molto determinata (lo si vede dalle mani volitive), sarà un’ottima collaboratrice ed il loro ménage strutturato, il sesso avrà un ruolo secondario. E poi, come in tutte le cose molto serie , una trovatina cocasse: lei che scrive all’ex davanti a lui. Divertente

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  2. A me è piaciuto così, senza sapere niente dell’autore, da dove sia stato tratto, così decontestualizzato. E proprio perché mi è piaciuto l’ho condiviso. A quanto pare però ad altri non basta e mi hanno posto quelle stesse domande che non mi sono posto io: autore, opera, contesto; cosa rispondo?

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