
“Circola nel corpo del paese il presentimento sempre più profondo di uno slittamento: il passaggio dalla condizione del sentirsi cittadini – condizione mai regalata, ma conquistata – a quella del sentirsi progressivamente estraniati. Stranieri in patria. Non c’è bisogno di vocabolario per definire l’attuazione di questa sensazione nel nostro quotidiano, ora che il nostro essere esautorati dalla vita pubblica è pressoché completo.”
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