
Non sarebbe mai accaduto. Non sarebbero rimasti così stretti e infradiciati dalla pioggia battente; trafelati dopo la corsa che avevano fatto per corrersi incontro; un po’ balbettanti, anche, per quella gioia tumultuosa che rendeva così goffo e scomposto il loro bacio. No, non sarebbe accaduto. Nemmeno col sole. Nemmeno in una giornata grigia di febbraio che sarebbe stata trasformata per sempre dopo quell’incontro. Non sarebbe accaduto perché i due abitavano in racconti diversi, e solo per una sbadataggine narrativa i treni sui quali viaggiavano, uno diretto al nord, l’altro al sud, erano rimasti fermi e affiancati per qualche minuto in una stazioncina fuori programma. Per ingannare il tempo, o per curiosità, l’uno aveva gettato uno sguardo nello scompartimento dell’altro; forse quella ricognizione si era protratta fino a diventare quasi indiscreta, ma nulla giustificava un finale così impetuoso. Il narratore se ne rese conto e vi rinunciò.
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Trovo sempre più indispensabile che la Galleria diventi un libro illustrato. In questo “Sotto la pioggia” la frase conclusiva è brunatiana (il correttore automatico pretendeva di scrivere burattinai invece di brunatiana). Un abbraccio >
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Bisognerà raggiungere una certa quantità. Forse questi frammenti sono particolarmente prensili. Un abbraccio.
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