
“Questo studio non propone ricette stilistiche, non scommette su qualche poetica in particolare, non difende nessuna qualità letteraria genericamente intesa. Anzi, molti dei libri di cui ci occuperemo saranno mediocri o brutti: talvolta senza farlo apposta, talvolta dichiaratamente e quasi per partito preso. Sentiamo il dovere di tener conto della mediocrità e della bruttezza non solo perché costituiscono una parte molto consistente, anzi largamente maggioritaria, di ogni panorama letterario; ma anche perché proprio la letteratura triviale o d’intrattenimento sembra poter dire, oggi, qualcosa di specifico su quel che ci siamo abituati a chiedere all’arte e alla cultura.”
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