
Nei primi decenni del secolo scorso, si raccontava a Bologna una storia di fonte anonima che, come spesso accade, si era inverata col passare di bocca in bocca.
Racconta la storia che il conte F.B., di illustre casato e di pessime abitudini, era solito picchiare la serva per ogni minima mancanza. L’appartamento del nobiluomo si trovava al primo piano e si affacciava su una piccola piazza del centro storico. Una mattina di giugno, il conte si era abbandonato alle sue abituali intemperanze sulla sfortunata sottoposta, i cui lamenti giungevano all’esterno dalle finestre aperte richiamando l’attenzione di un piccolo capannello di popolo aveva incominciato a brontolare in crescendo contro i soprusi del ricchi. Sentendo quell’embrione di tumulto, il conte uscì sul balcone e si rivolse affabilmente al manipolo dei vocianti: «Non fateci caso, signori, è tutta una finzione!»
Richiuse la finestra e tornò a dedicarsi alla serva.