
https://www.youtube.com/watch?v=JPwqVWdB0l8
“È vero, ho fatto più nature morte che paesaggi, ma i paesaggi li amavo di più. Ma bisognava viaggiare, e soffermarsi in un posto e nell’altro, e ritornarvi per completare il lavoro.
Se c’era in Italia un giovane pittore che seguiva con passione i nuovi sviluppi dell’arte francese, quello ero io. Nei primi vent’anni di questo secolo, pochissimi italiani erano interessati quanto ero io all’opera di Monet, Cézanne e Seurat.
Il più bel paesaggio del mondo lo so io qual è. È andando su verso Grizzana. A un certo punto c’è una curva, e lì, quando si esce dalla curva, c’è il più bel paesaggio del mondo.
Sappiamo che tutto quanto riusciamo a vedere nel mondo oggettivo come esseri umani, in realtà non esiste così come lo vediamo e lo percepiamo. Per me non vi è nulla di astratto. Peraltro ritengo che non vi sia nulla di più surreale e di più astratto del reale.”